La gratitudine.
Si può essere grati per il coronavirus? Forse no, forse sarebbe ingiusto per le migliaia di persone che stanno perdendo la vita, o che stanno rischiando la propria vita per salvarne altre. Ma si può essere grati per quello che questo coronavirus sta portando con sé. O meglio, per quello che questo coronavirus sta portando alla luce.
Il tempo ritrovato in famiglia, il vicinato, il gusto del cucinare, la libertà di organizzare la propria giornata, e chissà quante altre cose ci sarebbero ancora da elencare. Chissà che la Pasqua, periodo propizio per eccellenza, non illumini il nostro sguardo sui doni di questo tempo.
Una cosa potremo dire, quando e se tutto questo finirà. Senza questa quarantena, non avrei mai avuto la possibilità di passare dei mesi h24 con mia moglie e mio figlio. Godermi ogni istante dei 3 anni di mio figlio.
E così, anche un periodo di per sé negativo e spaventoso, cela in sé dei regali bellissimi, per chi sa vederli.
Non è poca cosa, anzi è decisamente tanta roba. Senza aver fatto nulla per meritarlo, questo periodo mi ha salvato da quello che ho sempre visto come il peggiore dei rischi: non godermi appieno il mio matrimonio e la crescita di nostro figlio.
Si può essere grati per il coronavirus? Forse no, forse sarebbe ingiusto per le migliaia di persone che stanno perdendo la vita, o che stanno rischiando la propria vita per salvarne altre. Ma si può essere grati per quello che questo coronavirus sta portando con sé. O meglio, per quello che questo coronavirus sta portando alla luce.
Il tempo ritrovato in famiglia, il vicinato, il gusto del cucinare, la libertà di organizzare la propria giornata, e chissà quante altre cose ci sarebbero ancora da elencare. Chissà che la Pasqua, periodo propizio per eccellenza, non illumini il nostro sguardo sui doni di questo tempo.
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